verso l'inverno


questa serie non mostra immagini di un luogo preciso. mostra immagini di una stagione. scattate in giorni diversi, in luoghi diversi, erano tutte accompagnate dalla stessa domanda:

come cambia la neve cio' che crediamo di vedere?

novembre 2011 - febbraio 2013
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paesaggi di vigneti
il paesaggio altoatesino, alle quote piu' basse, e' fortemente segnato dalla viticoltura. filari, muri e sentieri sono progettati con cura e disposti con precisione. nessun metro viene lasciato inutilizzato.

in tardo autunno e in inverno, quando il fogliame e' scomparso, la struttura grafica del paesaggio emerge con particolare evidenza.

eppure nessun architetto o artista ha disegnato queste linee. sono nate semplicemente dal lavoro di molte persone. anno dopo anno, generazione dopo generazione.

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merano - novembre 2012
prova generale

qui l'inverno sembrava aver organizzato una prova generale,
per vedere se con l'innevamento tutto avrebbe funzionato.

poi restitui' il versante meridionale al sole,
che mise subito in luce le piccole imperfezioni.



merano - febbraio 2013
tra le righe

d'estate lo sguardo si posa sulle viti.
d'inverno anche sullo spazio fra di esse.

come in un romanzo, il cui significato si scopre anche tra le righe.

caldaro - gennaio 2012
il sorvegliante

in mezzo a un popolo di viti
c’è un albero solitario.
con i rami rivolti verso valle,
come se il viticoltore
l’avesse messo lì a sorvegliare.

perché nessuno esca dai ranghi.

caldaro, s. giuseppe al lago - gennaio 2012
cio' che resta

la neve nasconde molte cose.
ma non l'ordine
che gli esseri umani
hanno scritto nel paesaggio.

seguendo le regole di questo ordine,
si finirebbe probabilmente
per toccare le fondamenta dell'esistenza umana.

caldaro, s. giuseppe al lago - dicembre 2011
fedelta' alla forma

la stessa forma.
centinaia di volte.

eppure
non ce n'e' una
identica all'altra.


caldaro, s. giuseppe al lago - dicembre 2011
volta

un vigneto, certo.
ma visto dal basso,
anche una volta costruita con maestria.


caldaro, s. giuseppe al lago - dicembre 2011
travolto

nonostante la neve,
questo scatto
risveglia in me
un frammento d'infanzia:
immagini, profumi e sentimenti.
ricordi di una vita
e di persone
che non ci sono piu'.

succede con una forza tale
da far impallidire
tutte le altre possibili
descrizioni.

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intermezzo
l'ordine dei vigneti e' affascinante,
anche la dimensione dell'opera umana.
eppure non ho saputo resistere
alla tentazione
di mandarlo per un attimo
fuori equilibrio.


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caldaro, s. giuseppe al lago - dicembre 2011
intermezzo 1 - curiosita'

volevo semplicemente vedere
che cosa sarebbe successo,
avvicinandomi al soggetto
un po' troppo in fretta.

caldaro, s. giuseppe al lago - dicembre 2011
intermezzo 2 - creare atmosfera

un lungo tempo di esposizione,
la macchina fotografica in movimento.

e subito la scena perse i suoi contorni.
ma acquisto' atmosfera.

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caldaro, s. giuseppe al lago - dicembre 2011
la chiesa ricambia lo sguardo

gia' sulla strada del ritorno,
vidi la piccola chiesa lungo la strada,
davanti alla quale ero gia' passato tante volte.
quella volta, pero',
notai qualcosa
che non avevo mai visto.

dovetti pero'
capovolgere l'immagine,
per poterlo mostrare.

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geometrie stradali
nel paesaggio innevato,
visto dall'alto,
le strade diventavano
qualcosa di speciale
la neve le rendeva
piu' visibili del solito.
e, stranamente,
conferiva loro
quasi qualcosa di vivo.

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valle isarco - gennaio 2013
scorciatoie

la via piu' breve
e' quasi sempre quella giusta
solo in pianura.

in montagna
le deviazioni
sono spesso
le scorciatoie migliori.
viste cosi',
perfino le curve a gomito
sembrano ragionevoli.

bolzano, s. maddalena - gennaio 2013
rotatoria

se non sapessi come stanno le cose,
scommetterei
che questa strada
forma un cerchio perfetto.

conosco abbastanza bene noi esseri umani
da credere che saremmo capaci
di girare in tondo
anche sulle strade.

dopotutto,
e' cio' che accade
con inquietante frequenza
anche nella storia dell'umanita'.

valle isarco - gennaio 2013
pazienza

la montagna pretende
che ogni curva
venga affrontata
una alla volta.

ci sono luoghi
che bisogna conquistarsi
curva dopo curva.

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ambienti abitati
ogni ambiente racconta due storie.

una l'ha scritta la natura.
l'altra l'essere umano.

i luoghi piu' interessanti
sono quelli in cui
le due non si contraddicono.


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valle isarco - dicembre 2010
ambienti abitati 1 - radura

un idillio.

e nello stesso tempo
la cicatrice
che abbiamo inflitto
al bosco.


bolzano, s. maddalena - dicembre 2010
ambienti abitati 2 - appropriazione

non lasciamo dietro di noi
soltanto case.

lasciamo forme.

alcune scompaiono.
altre diventano paesaggio.

bolzano, s. maddalena - dicembre 2010
ambienti abitati 3 - topografia

il pendio
indicava la direzione.
l'uomo l'ha riempita di linee.
ogni linea
segue la stessa intenzione.


valle isarco - dicembre 2010
ambienti abitati 4 - affermarsi

lo sguardo
scivola verso il fondovalle.

la',
dove le case
si stringono
in uno spazio minuscolo.

forse
perche' l'uomo
cerca gli altri.

oppure,
perche' la montagna
gli ha insegnato
dove sono i suoi limiti.

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